Uno sguardo sul Parco Nazionale D'Aspromonte
La Locanda di Marcello si trova a Melia di San Roberto, una località che fa parte del Parco Nazionale dell'Aspromonte, un'importante Ente che ha il compito di tutelare un territorio di grande rilievo naturalistico, custode di peculiarità storico-culturali e ditradizioni popolari.
La superficie di sua competenza è di circa 76.000 ettari ed include 37 comuni e 6 comunità montane. È diviso in due zone, a diversa tutela, per la conservazione degli ecosistemi, della cultura e delle attività tradizionali, occupa un terzo della provincia di Reggio Calabria.
L'Aspromonte ha una sua precisa identità che si manifesta, specialmente, nelle sue componenti geomorfologiche e biologiche (animali e vegetali). Il massiccio, almeno nella parte ricadente nel Parco, è caratterizzato da un punto di vista geologico, da rocce cristalline metamorfiche (micascisti, filladi, gneiss, graniti). Sul versante ionico sono frequenti rocce clastiche, di ere successive, che assumono, nelle arenarie,
particolari e spesso spettacolari forme erosive.
Il versante tirrenico e dello Stretto di Messina è invece tipicizzato da fertili pianori di emersione che si susseguono a diversa altitudine. Le acque meteoriche (piogge e neve sciolta) scorrono impetuose nelle strette gole prima di gettarsi negli ampi alvei delle fiumare.
Contrasti rocciosi e vegetazionali si avvicendano alle varie quote ed esposizioni come espressione di un paesaggio disegnato soprattutto dalla notevole variabilità climatica.
Sui piani d'Aspromonte le aree
seminate si alternano a pascoli dalle magnifiche fioriture primaverili come quelle dei narcisi, delle orchidee, delle violette e della ginestra dei carbonai. L'Aspromonte può annoverare sulle proprie montagne foreste impareggiabili ma, anche altri livelli vegetazionali sono sorprendenti come nel caso della Woodwardia radicans, felce gigante rintracciabile solo negli anfratti più irraggiungibili. I boschi composti da faggio, a volte con abete bianco, e i querceti misti si aprono sul panorama dei "due mari".
Il faggio, che com'è noto è un albero montano, grazie all'elevata umidità del Tirreno, si trova spesso a bassa quota. Sulle montagne e tra le foreste vi sono poi innumerevoli tracce della presenza plurimillenaria dell'uomo.
Le attività legate al bosco ed al taglio degli alberi, la carbonizzazione, la raccolta dei frutti del sottobosco, l'estrazione della resina e del ciocco d'erica, la caccia e l'allevamento del bestiame, ci permettono ancora oggi, di individuare delle inequivocabili testimonianze culturali come ricoveri e altri manufatti di pietra, sentieri, spianate, incisioni su alberi secolari. Particolare rilievo storico assume la turrita pineta vicina a Sant'Eufemia d'Aspromonte, dove Garibaldi fu ferito il 29 agosto del 1862.
Le foreste sono state pure rifugio di monaci e Santi che vi trovavano luoghi ideali di preghiera, di lavoro e caritatevole assistenza per le popolazioni. Il luogo di culto più conosciuto, tra le testimonianze votive, è sicuramente il Santuario di Polsi ai piedi di Montalto, dove si venera la Madonna della Montagna. Tra gli uccelli, presenti in gran numero e specie, da segnalare l'aquila del Bonelli, la poiana, il gufo reale, il picchio verde, la ghiandaia, l'upupa, il fringuello, il pettirosso. In primavera ed in autunno si assiste poi alle spettacolari migrazioni dei falconiformi e degli accipitriformi di cui il falco pecchiaiolo, chiamato sulla costa calabra ADORNO, è la specie più rappresentata.
Un territorio da esplorare che regala esperienze uniche ai numerosi visitatori provenienti da ogni parte del mondo, che sempre più numerosi decidono di conoscere una parte della Calabria davvero
speciale.
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