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A Melia, in località Tremusa, immerse in uno spettacolare ambiente naturalistico, circondate da una vegetazione "selvaggia", si trovano delle importanti grotte calcaree, conosciute come le Grotte di Tremusa.
Numerose leggende popolari raccontano episodi non sempre concordanti, alcune narrano di un cane che perdutosi all'interno sarebbe uscito altrove, altre raccontano di anziani che sostenevano di aver attraversato in posizione eretta l'interno delle grotte e molte altre sono state ispirate dalla fantasia popolare e dalla particolarità del luogo.
Oggi è possibile visitare l'interno delle grotte per circa 5-6 metri, a causa del progressivo restringimento dei condotti interni.
Alcune piante che si trovano vicino all'ingresso hanno subito una forte crescita della parte follonotica, con evidente ingrandimento delle lamine fogliari, in modo particolare dell'edera e dei rovi, che ricoprono gran parte dell'apertura delle grotte.
Questa è ampia e appare sorretta, in maniera sorprendentemente regolare, da colonne calcaree formatesi dall'incontro e dalla fusione di stalattiti e di stalagmiti. Una volta superato l'ingresso ci si immette in uno stanzone subcircolare, il cui pavimento è invaso dai detriti
abbondantemente piovuti dall'alto della volta.
Un sito che suscita un notevole interesse, soprattutto tra gruppi culturali-ecologi e speleologi, che si recano in questo luogo per condurre degli studi o per ammirarne l'aspetto natulastico, che rappresenta uno scrigno inesauribile.
La presenza all'interno delle pareti di macro e micro faune, parlano di condizioni climatiche ed ambientali molto diverse dalle attuali ed è particolare ammirare i numerosi echinodermi, i crostacei, i molluschi, i coralli, i vermi e le alghe calcaree incastonate tra le pareti rocciose.
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